Olmo Cinese

Nel 1996, grazie a una delle tante vendite di bonsai per beneficenza, questo olmo entra a far parte della mia collezione.

Nei primi anni mi sono limitato a coltivarlo e potarlo mantenendo la forma originale…e i relativi difetti. Il nebari rappresentava senza dubbio il problema più grande ed era composto da radici sproporzionate e mal disposte.

ad otto anni di distanza dall'acquisto la chioma era diventata folta e compatta ma il nebari era sempre lo stesso. Fu così che nel maggio del 2004 decido di procedere ad una margotta: l'unico modo per eliminare il difetto della base.

Incido la corteccia fino al cambio e interro tutto in un vaso tagliato. nel substrato composto da pomice e terriccio si formano ben presto le radici.

La margotta ha esito positivo e dopo la separazione provvedo subito a trapiantarlo in un vaso bonsai.

Da allora in poi la coltivazione è stata mirata all'infoltimento della chioma e alla miniaturizzazione delle foglie.

Inoltre durante i periodici rinvasi provvedo a correggere ulteriormente il nebari.